A volte basta un momento per cambiare il corso di una vita. Per Davide Longo quel momento arriva a 13 anni, mentre si trova a osservare le derive del Centro Velico Caprera navigare nelle acque di Porto Palma. Oggi, dopo aver completato l’intero percorso derive del CVC, è imbarcato sulla Nave Scuola Amerigo Vespucci per la campagna di addestramento in Nord America e Canada. «Una parte di quel sogno è nata proprio tra il vento, il mare e le derive del Centro Velico Caprera», ci dice Davide.
Oggi sei a bordo della Nave Scuola Amerigo Vespucci, una delle navi più iconiche al mondo. Se qualcuno ti avesse detto, quando osservavi le derive del CVC da ragazzino, che un giorno saresti
arrivato fin qui, ci avresti creduto?
Probabilmente no. È un sogno che allora mi sembrava lontanissimo. Eppure, guardando indietro, mi rendo conto che tutto è iniziatoproprio lì, davanti a quelle derive. Quel giorno nacque il desiderio di vivere il mare non solo come passione, ma come parte della mia vita.
Facciamo un passo indietro. Da dove nasce il tuo rapporto con il
mare?
Il mare è sempre stato presente nella mia vita. Fin da quando ero piccolo mio padre mi portava in piscina e al mare, trasmettendomi l’amore per l’acqua in tutte le sue forme. Da bambino ho iniziato anche a praticare immersioni con le bombole, arrivando fino a circa 15 metri di profondità. Esperienze che hanno contribuito a rafforzare questo legame.
E poi arriva l’incontro con il Centro Velico Caprera.
Sì. Avevo 13 anni e mi trovavo in vacanza in Sardegna. Durante una gita in barca a vela vidi navigare le derive del CVC. Rimasi affascinato da quelle barche e dall’atmosfera che le circondava. Da quel momento mi promisi che un giorno avreifrequentato il Centro Velico Caprera.
Prome ssa mantenuta.
L’anno successivo, a 14 anni, ho iniziato il mio primo corso. Da allora ogni estate è stata dedicata a Caprera, fino a completare tutto il percorso derive, dal D1 al D5. Sono stati cinque anni intensi che ricordo con grande affetto.
Cosa ti ha lasciato il CVC, oltre alla preparazione tecnica?
Mi ha lasciato soprattutto un modo di affrontare le cose. A Caprera ho imparato disciplina, spirito di squadra, autonomia, rispetto per il mare e la capacità di affrontare le difficoltà con determinazione. Sono insegnamenti che oggi ritrovo quotidianamente nella vita militare e che mi accompagnano in ogni nuova esperienza.
Quando hai capito che il mare sarebbe diventato anche il tuo
lavoro?
A 17 anni, quando sono stato selezionato per partecipare ai corsi velici estivi organizzati dalla Marina Militare presso l’Accademia Navale di Livorno. Quell’esperienza ha rafforzato definitivamente il mio desiderio di diventare Ufficiale della Marina Militare.
Arrivare in Accademia non sarà stato semplice.
Assolutamente no. Il concorso richiede una preparazione importante, sia sul piano dello studio sia su quello fisico. È stato un percorso impegnativo, ma riuscire a superarlo ed entrare in Accademia è stata una delle soddisfazioni più grandi della mia vita.
Oggi stai vivendo un’altra esperienza unica: la campagna
addestrativa sul Vespucci. Raccontacela.
Ho appena concluso il primo anno di A cademia, superando tutti gli esami previsti, eora ho il privilegio di essere imbarcato sulla Nave Scuola Amerigo Vespucci per la campagna addestrativa nel Nord America e in Canada. Successivamente attraverseremo l’Oceano Atlantico facendo tappa in Portogallo, Spagna e infine rientrando in Italia. È un’esperienza intensa, impegnativa ed entusiasmante. Ogni giorno impariamo qualcosa di nuovo sulla navigazione, sul lavoro di squadra, sul senso di responsabilità, ma anche su noi stessi.
Guardando il percorso fatto fin qui, quanto è stato importante il
Centro Velico Caprera?
Moltissimo. Sono convinto che una parte fondamentale di questo percorso sia iniziata proprio a Caprera. Il CVC mi ha dato molto più di una preparazione velica: mi ha trasmesso un metodo, valori solidi e la fiducia nelle mie capacità. Per questo sarò sempre grato agli istruttori e a tutte le persone che ho incontrato durante quei cinque anni.
C’è un messaggio che vorresti lasciare ai ragazzi che oggi stanno
iniziando il loro percorso al CVC?
Direi di vivere ogni momento fino in fondo. A volte si pensa di partecipare “solo” a un corso di vela, ma Caprera è molto di più. È un luogo che ti mette alla prova, ti insegna a collaborare, a essere autonomo, a rispettare il mare e chi naviga con te. Sono esperienze che restano dentro e che, spesso, aprono strade che non si immaginano nemmeno. Se oggi sto realizzando il sogno di diventare Ufficiale della Marina Militare, una parte di quel sogno è nata proprio tra il vento, il mare e le derive del Centro Velico Caprera.
Per il Centro Velico Caprera, vedere un proprio ex allievo vivere un’esperienza di questo livello è motivo di grande orgoglio. Perché il CVC non forma soltanto velisti: forma persone capaci di affrontare il mare e la vita con competenza, spirito di squadra e passione.
Buon vento, Davide!








